Ecco perché è sbagliato fare confronti sul clima

Confronti eventi climatici…

Sempre più frequentemente leggiamo titoloni di confronti tra varie annate, solitamente si evidenzia un confronto con l’anno precedente in ogni ambito, dall’innevamento alpino all’innevamento globale, o anche tra le temperature, ghiacci, piogge e molti altri argomenti.

Ma in tutte queste analisi c’è un errore di fondo che viene commesso molto spesso, ovvero la scala dei dati su cui viene affrontato il confronto/paragone con grafici o immagini.

Facciamo un esempio, molto spesso sopratutto in questo periodo di grave siccità per il nord Italia vengono proposti dei confronti di immagini satellitari su scala giornaliera, provando a fare un confronto su scala giornaliera ecco cosa viene fuori:

Zoom:

In questo modo si può facilmente evidenziare l’assenza dell’innevamento sulle Alpi, specie sul nord-ovest, senza fare un analisi più approfondita, senza analizzare le dinamiche differenti del periodo, considerando poi che in un paio d’ore tutte le Alpi e non solo possono essere ricoperte da un ingente quantità di neve.

Ora facciamo lo stesso confronto con le foto satellitare della giornata odierna 24/10/2017:

Zoom:

A distanza di pochi giorni (in realtà di poche ore), il 2017 per Alpi è passato da anno critico ad un anno già migliore del 2016, ovviamente discorso che non regge in quanto nei prossimi giorni sono attese delle termiche abbastanza alte da portare nuovamente le Alpi ad un colore verde.

È giusto fare confronti su ogni scala, ma bisogna anche analizzare il contesto climatico dei vari periodi.

Discorso che comunque vale su ogni scala, il mondo della meteorologia solitamente usa una scola di confronto trentennale, utile per effettuare dei confronti ben precisi ma comunque non certi in quanto andando poi ad utilizzare una scala di tempo secolare o anche più tempo, il risultato finale cambia e non di poco.

Esempio di 3 scale differenti con ovviamente 3 risultati differenti.

 

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