Città del Capo vicina al Day Zero

Normally submerged tree stumps are seen at Theewaterskloof dam near Cape Town, South Africa, June 2, 2017. The dam supplies most of the city's potable water. Picture taken June 2, 2017. REUTERS/Mike Hutchings

Città del Capo sta finendo le risorse idriche e rischia di diventare la prima grande città del mondo a rimanere senza acqua.

Sbalorditivo come pochi giorni fa i livelli delle dighe siano scesi al 26%, rispetto al 26,3% dei due giorni precedenti e al 26,6% della scorsa settimana. E’ importante sapere che a Cape Town vige una legge che regola le risorse idriche ed è la seguente: una volta che le dighe raggiungono il 13,5%, l’approvvigionamento idrico comunale si interrompe per tutti i servizi, tranne quelli essenziali, come ospedali e aree commerciali chiave.  Che la situazione sia fortemente precaria ormai è palese. Che si stia toccando il punto di non ritorno? Certamente non è da escludere, anzi da temere il catastrofico evento. Quel giorno, il giorno del punto del non ritorno, quello del raggiungimento del 13,5% è cosi stato ribattezzato come: il Day Zero, il Giorno Zero. L’istante in cui i rubinetti verranno definitivamente chiusi ai cittadini. Per ora le condizioni di allerta hanno imposto un nuovo limite individuale di acqua di massimo 50 litri al giorno a partire da febbraio. Tale obiettivo potrebbe essere difficile da soddisfare, perché il 55% dei quattro milioni di abitanti di Città del Capo si calcola che utilizzi almeno 87 litri di acqua al giorno. Una situazione sconvolgente che ha destato una situazione instabile da parte della popolazione tutta. Del resto come non comprendere tutto ciò?

Infatti questa crisi delle risorse idriche ha già suscitato tensioni e pochi giorni fa sono arrivati i primi disordini pubblici e i primi arresti in seguito a una rissa esplosa nel centro della città a causa dei malumori su questa situazione. Ma adesso come ovviare a questo problema? Ci sarà un barlume di speranza che permetta la soluzione a questa problematica? Forse c’è anche qualche buona notizia all’orizzonte. Sembra infatti che le prime restrizioni stiano portando qualche risultato. Il leader dell’alleanza democratica, Mmusi Maimane, che guida la campagna Defeat Day Zero (sconfiggi il giorno zero), ha annunciato che il Day Zero è stato spostato indietro già di quattro giorno rispetto a quanto precedentemente previsto. “Grazie agli sforzi nel risparmiare le risorse idriche da parte di molti residenti di Città del Capo, posso confermare che abbiamo iniziato a respingere il Day Zero, che ora è previsto per il 16 aprile 2018”, ha affermato il politico che poi ha proseguito:

“Respingere Day Zero di quattro giorni potrebbe non sembrare molto, ma in realtà è una vittoria significativa: dimostra che i residenti si stanno unendo e stanno riducendo il consumo di acqua“. Un’azione che in effetti dimostra non tanto delle soluzioni al problema (che certamente resta) ma quanto il problema sia entrato nelle coscienze civili e sia stato compreso da tutti. La battaglia per sconfiggere il Day Zero è soltanto iniziata e presto potrebbe ulteriormente inasprirsi. Che sia l’inizio della fine? L’inizio dell’apocalisse? Noi ci auguriamo vivamente di no e che questa battaglia sfoci in una lotta pacifista che miri a risvegliare la coscienza dell’individuo, per identificarsi in un unico obiettivo! Good Luck!

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