Asteroide bennu e il veicolo spaziale ideato per allontanarlo…

ASTEROIDE BENNU, QUALI LE CONSEGUENZE?

Negli ultimi decenni la NASA, Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche, saltuariamente ha rilasciato comunicati su nuove scoperte astronomiche e aggiornamenti delle principali missioni.


Da tempo ormai l’asteroide soprannominato Bennu, osservato per la prima volta nel 99′, viene studiato e tenuto sotto controllo, a causa della sua orbita, la quale porterebbe l’asteroide ad una distanza minima dalla Terra nel 2135, quando potrebbe collidere con il nostro pianeta. Nessun allarme al momento in quando le probabilità che tale ipotesi si realizzi è abbastanza bassa, circa 1:2.700.

Dunque “Bennu” è stato inserito nella lista PHO (Potentially Hazardous Object); oggetti potenzialmente pericolosi in rotta di collisione con la terra. Questi asteroidi, per rientrare nella lista PHO devono avere un diametro non inferiore ai 140 metri e un’orbita di transito dalla terra inferiore ai 7,5 milioni di chilometri. In questa lista si trova anche Apophis,’2004 MN4′, altro asteroide considerato molto pericoloso a causa del suo passaggio molto vicino alla Terra, che avverrà la domenica di Pasqua del 2036.

Ma andiamo a conoscerne un po’ meglio le caratteristiche al momento rilevate. Innanzitutto l’asteroide Bennu compie un’orbita attorno al sole che lo caratterizza per il suo passaggio vicino alla Terra con un ritorno di 6 anni, periodo in cui è visibile ai nostri telescopi; il suo diametro misura 560 metri, e orbita a una velocità di circa 100.000 km/h . La collisione scatenerebbe circa 1.200 megatoni di energia, circa 80.000 volte la potenza della bomba di Hiroshima.

 

COME POTREBBE ESSERE FERMATA L’ASTEROIDE?

A tal proposito gli scienziati della NASA nel 2016 hanno avviato il progetto chiamato ‘’Osiris-Rex’’. In cosa consiste? Permetterà di ottenere nel dettaglio la mappatura  e il tragitto dell’asteroide; infine consentirà di prelevare dei campioni della sua superficie. L’arrivo della sonda su Bennu è previsto nei prossimi mesi, Osiris-Rex una volta giunto a 3 miglia dalla sua superficie traccerà una mappatura in un tempo di circa 6 mesi e tornerà sulla terra nel 2023.

Un fisico del Lawrence Livermore National Laboratory che ha affermato: “La possibilità di un impatto appare sottile ora, ma le conseguenze sarebbero disastrose.’’ E dunque non ci resta che attendere  aggiornamenti sul caso!

Kirsten Howley

 


Ad oggi la soluzione proposta dagli scienziati del Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL), parte di un team di “difesa planetaria” che coinvolge anche la Nasa, la National Nuclear Security Administration (NNSA) e i Los Alamos National Lab è l’utilizzo dell’HAMMER (Hypervelocity Asteroid Mitigation Mission for Emergency Response vehicle), un veicolo spaziale alto 9 metri e pesante 8,8 tonnellate, con un design modulare che permetta di utilizzarlo sia come “ariete”, per spingere lontano l’asteroide, sia come testa di martello, appunto, se armato di una testata nucleare. Con 10 anni di preavviso bisognerebbe lanciare da 34 a 53 razzi Delta IV Heavy, ciascuno equipaggiato con un HAMMER, mentre con 25 anni di preavviso probabilmente basterebbero da 7 a 11 lanci.

Prossimo aggiornamento atteso nei prossimi mesi.



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